Chi sono

Francesca Tellarini

Non sono una Personal Trainer.

Il Personal Trainer si occupa principalmente di programmare e somministrare l’allenamento.

Il mio lavoro va oltre la semplice scheda.
Sono un Preparatore Fisico specializzata nell’ottimizzazione dell’organismo attraverso la Riprogrammazione Neuromotoria Propriocettiva.

Analizzo i processi neurochimici, biomeccanici e funzionali che determinano la qualità del movimento, la capacità di adattamento e il potenziale di performance dell’individuo. L’obiettivo non è soltanto allenarsi di più, ma allenarsi meglio, creando le condizioni affinché il corpo possa esprimere il massimo delle proprie capacità in modo efficace, sostenibile e duraturo.

Ogni percorso è costruito partendo dall’analisi della persona nella sua globalità: struttura, movimento, recupero, stress, adattamento e prestazione. Questo approccio permette di individuare e correggere i fattori che limitano il rendimento, migliorando efficienza, resilienza e qualità della vita.

Non mi limito a prescrivere esercizi: progetto strategie per sviluppare un organismo più forte, più efficiente e più performante.

Perché l’eccellenza fisica non nasce dall’allenamento in sé, ma dalla capacità del corpo di adattarsi, recuperare ed evolvere.

Il mio percorso: Dalla "Materia Biologica" alla Biomeccanica

Ho passato anni con le mani sulla materia biologica, prima ancora che sui libri. La mia analisi nasce dal contatto diretto nei contesti professionali del benessere e della cura del corpo di alto profilo, dove ho imparato una verità fondamentale: il corpo non mente mai. Racconta storie di tensioni, traumi e compensazioni che nessun test standardizzato è in grado di leggere.

Questa ricerca non è nata a tavolino, ma dalla frustrazione. Ho visto troppi corpi — e a volte il mio stesso — bloccarsi nonostante una forza di volontà d’acciaio. Ho capito che il sudore non basta se la chimica interna e la struttura non comunicano tra loro.

È in quel momento che ho smesso di guardare semplicemente ai muscoli e ho iniziato a guardare al sistema. Quando oggi appoggio le mani su un tessuto e analizzo un corpo, non vedo solo anatomia; vedo una mappa di blocchi da liberare. Quello che per altri è un semplice dato tecnico, per me è una sfida personale: restituire all’atleta la libertà di muoversi senza attriti, spingendo il potenziale oltre il fitness tradizionale.

Le mie aree di intervento

Per offrire una preparazione fisica avanzata, ho integrato la mia esperienza pratica specializzandomi in tre pilastri:

  • Rieducazione Posturale e Neuromotoria: Analisi e risoluzione dei deficit posturali. Correggo gli schemi motori inefficienti allineando il “software” del cervello con l’hardware dei muscoli per azzerare gli infortuni da non contatto.
  • Biochimica e Nutrizione Funzionale (Biohacking): Supporto il sistema dall’interno. Ottimizzo la chimica cellulare per garantire longevità atletica, gestione dell’energia e recuperi rapidi.
  • Scienza della Respirazione: Modulazione del sistema nervoso autonomo per la gestione dello stress agonistico e l’ottimizzazione della gestione dell’ossigenazione sotto sforzo.

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Oltre il Campo: Chi Sono Quando Non Programmo la Performance

Classe 1989. Vivo la mia professione come una disciplina quotidiana. Credo fermamente che un preparatore debba essere lo specchio biologico di ciò che insegna.

Quando non sono sul campo con le squadre o in studio a monitorare i dati dei miei atleti, metto alla prova il mio stesso sistema, attraverso scelte nutrizionali equilibrate e costanti allenamenti, prediligendo il lavoro a corpo libero e la ginnastica funzionale. Inoltre, amo trasmettere questa energia guidando classi di allenamento di gruppo, un’attività che mi permette di rimanere costantemente connessa con la motivazione delle persone.

Divoro regolarmente testi di neuroscienze applicate e biochimica. Questa dedizione totale è ciò che mi permette di guidare gli atleti con assoluta fermezza: so cosa significa chiedere il massimo al proprio corpo e so esattamente come fare in modo che l’organismo risponda “presente”.

Amo rigenerarmi con lunghe camminate nella natura, ma esco dal rigore della scienza della performance anche attraverso l’espressione artistica e l’impegno sociale: canto in un coro, sono catechista e dedico parte del mio tempo al volontariato. E come ogni donna che ama la condivisione, non rinuncio mai a stare in compagnia dei miei amici.

Questo lato più umano e relazionale non è separato dal mio lavoro: è ciò che mi permette di entrare in empatia profonda con l’atleta, comprendendo non solo i limiti del suo corpo, ma anche le pressioni psicologiche ed emotive che deve gestire.